Baìo

La Baìo è una festa che si svolge ogni cinque anni a Sampeyre, in Valle Varaita (Cn), tra fine gennaio e inizio febbraio. È una delle più importanti della tradizione delle Alpi italiane. Le origini sono antiche e risalgono al 975 o 980, quando i saraceni, che avevano saccheggiato la valle, vennero cacciati dalla popolazione. È, quindi, la «memoria« della cacciata degli invasori musulmani. La Baìo è composta da quattro cortei (o «eserciti»), provenienti dal capoluogo, Sampeyre (Piasso), e da tre sue frazioni, Rore (Rure), Calchesio (Chucheis), e Villar (Vilà). Al corteo partecipano solo gli uomini, che interpretano anche i ruoli femminili e si vestono con gli antichi costumi tessuti dalle donne del borgo.
Il ballo rappresenta il momento più significativo. La Valle Varaita è infatti considerata il più importante centro di conservazione e riscoperta delle tradizioni occitane, dove sopravvivono molti balli tradizionali e gran parte del folklore musicale; i violini, le fisarmoniche, gli organetti e i clarinetti accompagnano i festanti nella courento, nella gigo, nella courento di Custiole, nella countradanso, nella tresso, nella bureo 'd San Martin, nella bureo vieìo, nel «mulinet» e in una quantità di altre danze.
Il copione delle diverse Baìo è preciso e tradizionale: 1. Due domeniche prima il giovedì grasso i quattro cortei sfilano nella loro borgata, tranne la Baìo di Calchesio che è a Sampeyre dove incontra il corteo di Piasso. 2. La domenica prima le varie Baìo sono a Sampeyre dove avviene l'incontro solenne: gli Abbà (i generali) incrociano le spade e sfilano fino in piazza dove si formano quattro gruppi di ballo; durante il tragitto i cortei incontrano barriere formate da tronchi che simboleggiano gli ostacoli dei saraceni durante la fuga: esse vengono abbattute dai sapeurs («zappatori» in occitano e «guastatori» in francese) con asce. 3. Il giovedì grasso tutte le Baìo, a eccezione del Villar, sfilano nuovamente a Sampeyre per poi tornare alla propria borgata. Ognuna tiene il processo al tesoriere, che cerca di scappare con la cassa con l'aiuto di un segretario, ma viene acciuffato, processato e poi graziato da tutte le Baìo ad esclusione del Villar, dove viene giustiziato.